Etna Bianco Tenute Mannino di Plachi

L’Etna bianco delle Tenute Mannino

#vulcanico

Ero invitato a cena da un amico (no, non quello dell’avocado con la senape) in quella che più che altro sarebbe stata una degustazione tra noi. Erroneamente si pensa che solo i vini rossi siano potenti, ma io credo lo siano anche alcuni bianchi, e lui lo sapeva.

Cercavamo un vino diverso dal solito, con un sapore aggressivo e minerale, vagando in un mondo di vini aromatici, con la frutta dentro al bicchiere, adatti ai palati fini, con aromi netti di uva e profumi intensi di femminilità.

Per quanto fossero buoni e ognuno con la propria storia, questa volta pretendevo qualcosa di diametralmente opposto. Nel mezzo del cammin di questa ricerca, apparve lui! Mister lava, una potenza incendiata, un vino che non ti immagini, quello che quando lo bevi ti tira uno schiaffo in faccia, qualcosa che non ti aspetti da un bianco. Tuttavia, è un ceffone piacevole che si trasforma in una carezza, che ti dà la possibilità di un bicchiere diverso, di un sorso forte e infuocato.

Lui è l’Etna bianco delle Tenute Mannino.
Il dio Shango* che ti colpisce nel calice.

La frutta c’è, come in tutti i vini, ma è sovrastata dalla potente mineralitá, dall’acidità e dalla salinità di questa spremuta vulcanica. La terra è nera, l’agricoltura eroica, la raccolta fatta a mano grappolo per grappolo negli scoscesi e ripidi vigneti che guardano il mare, con il vulcano alle spalle.

L’uva per creare questo Etna bianco è, per la maggior parte, il carricante, tipica di questa zona della Sicilia, con l’aggiunta di piccole percentuali di catarratto (uva diffusissima per blend in tutta Italia e vini da tavola) e la minnella (molto rara che sopravvive a questo clima). Si esprime al massimo durante un pasto, non è uno di quei vini da apprezzare da solo. È molto generoso, dà forza ai piatti, anche di carne bianca, senza temere l’accompagnamento a pietanze dal sapore deciso.

Un grande vino a un piccolo prezzo, circa 15 euro, che ci dà un assaggio della sua generosità. Dura nel tempo, anzi (mi sbilancio) è più buono due anni dopo: è durevole e al contrario di altri suoi colleghi, non teme il passare del tempo.

Si evolve come un rosso e aumenta il ventaglio dei suoi aromi, come se fosse in cerca della sua maturità, la sua forza glielo consente. 

Il dio Shango* ne sarebbe orgoglioso, proteggeva il fuoco e puniva i bugiardi. Questo Etna bianco, nato nella lava, rispecchia la verità di questo territorio ed è vero come pochi, un degno erede di questa divinità.

*l’ho nominato più volte: per dovere di cronaca il dio Shango è un’importante divinità della mitologia yoruba. Simboleggia virilità, fuoco, fulmini, tuoni.

Capito di che vino stiamo parlando?

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Pier Paolo Vecchi
Fondatore e autore, #curioso
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One comment

  1. Complimenti Pier per questa dettagliata e profumata descrizione da veri intenditori, che è un vero piacere leggere e poi Grazie per avermi incuriosita sul Dio Shango.

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