cocktail con spumante

Spumante avanzato? Ecco il “brindisino” dopo le feste

#riciclato

Le lunghe vacanze di Natale a cavallo tra il 2021 e il 2022 sono finite e dopo aver assemblato tonnellate di pandoro avanzato con le creme più improbabili, ammettetelo, quante bottiglie di spumante vi sono rimaste? Di quelli al limite del potabile, che magari avrete trovato proprio nelle ceste dove pandori, panettoni e spumanti scadenti vanno a braccetto…

Le tre fazioni dei bevitori di spumante

Non c’è brindisi delle feste senza un goccio di spumante, una bottiglia da stappare rumorosamente e versare strabordando dai flute. I bevitori di spumante si dividono in tre fazioni: una, quelli che non lo bevono e dicono “a me poco, mi bagno solo le labbra!”; due, quelli che lo bevono e pensano “ammazza quanto fa schifo” e infine tre, quelli che bevono e devono fare per forza i sommelier pensando di trangugiare champagne.

Lo so, lo so, quando si brinda in grandi gruppi è ridicolo pensare di essere in un’enoteca prestigiosa, magari bendati, reggendo in una mano il calice da degustazione e nell’altra il quaderno degli appunti. Siamo insieme alla nostra famiglia, agli amici, ed è giusto che ciò che è nel bicchiere passi un po’ in secondo piano. Eppure è nella mia natura rendere più bevibile ciò che sfrigola le papille, così un giorno mi sono lanciato in un’altra delle mie missioni: ideare un cocktail semplicissimo riciclando lo spumante da 2 soldi della cesta di Natale.

Primi tentativi con un “mimosa alternativo”

Le prime prove diedero vita ad una pozione ancor più imbevibile, come spesso capita all’inizio dei miei esperimenti enogastronomici. D’altronde, si trova la quadra solo procedendo per tentativi, e avevo preso ad esempio il cocktail Mimosa, sperimentando sulle accoppiate tra succo di frutta e bollicine. Tentai di fare le cose per bene, pensai di utilizzare dei frullati di frutta fresca per rendere il cocktail più saporito e certamente più genuino, ma la densità di questi succhi artigianali mi venne contro. I miei succhi fatti in casa non si amalgamavano allo spumante, dividendosi. Per parlare in gergo, gli facevano perdere il cosiddetto perlage, ovvero le bollicine, soprattutto perché andavano mescolati con un cucchiaino.

Se al principio avevo frullato pera, pesca o addirittura banana, seguendo la logica provai ad impiegare frutti più acquosi e meno zuccherini. Ananas e fragole, infatti, mi diedero risultati migliori. Ma ecco il secondo grande ostacolo: dopo aver versato il cocktail nel bicchiere, la parte spumosa tendeva a separarsi da quella liquida, un po’ come accade con una pina colada quando ve la fanno male.

Ero a un punto morto.

cocktail con spumante

L’illuminazione: ecco il “brindisino”!

E quindi? Quindi come tutti i grandi scienziati quando le formule si ingarbugliano o i grandi romanzieri quando la storia non scorre, ho lasciato perdere. Per un po’ non ci ho pensato, e inaspettatamente un giorno ho avuto l’illuminazione. Mi resi conto che avevo la smania di realizzare qualcosa di qualità con materie prime scadenti, magari perlomeno avrei potuto preparare qualcosa di buono mixando due cose di per sé tremende. Perciò, decisi di comprare un brick di succo ai frutti rossi non identificati, andai in sala prove e…funzionò!

Non avevo creato il cocktail base spumante più buono o vitaminico del mondo, ma un buon sostituto al solito cin cin, un brindisino spensierato e senza pretese che andasse bene per tutti.

Come preparare il “brindisino”?

Prima versiamo lo spumante riempiendo ⅔ del bicchiere, poi un goccio di succo rosso non identificato (così grazie all’effervescenza si mischierà autonomamente senza dover usare il cucchiaino) e aggiungiamo il tocco magico finale: qualche seme di melograno. Un bel sorso che pizzica la gola e scende con estrema facilità, anche se non si è bevitori seriali.

Alla fine vi consiglio di masticare i chicchi di melograno: non solo la loro esplosione vi regalerà una conclusione succosa e piacevole, ma vi sarete sciacquati la coscienza con un piccolo boost di antiossidanti!

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Pier Paolo Vecchi
Pier Paolo Vecchi

Fondatore e autore,
#curioso

Articoli: 25

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