tenute emera vigneti

Quel calice di Rose alle Tenute Emera di Claudio Quarta

#radicale

È una sera d’estate, di quelle calde e appiccicose, la prima di ritorno a casa, dopo tanto tempo.

C’è un posto a pochi passi dalle campagne in cui sono nata e cresciuta, a pochi passi dalla spiaggia sabbiosa che tutti ci invidiano, e qualche amico mi invita lì per l’aperitivo, c’è anche un concerto.

Quel posto sono le Tenute Emera di Claudio Quarta, devono aver aperto da poco perché non posso essermi persa un posto così bello per troppe estati. Non mi sbaglio, perché è nel 2005 che Claudio Quarta, di mestiere ricercatore farmaceutico, decide di abbandonare gli Stati Uniti per tornare in Salento “solo” per fare il vino. E che vino!

[ra-di-cà-le] : che concerne le radici, l’intima essenza di qualche cosa.

Una delle definizioni di “radicale”, dal dizionario Treccani
Tenute Emera Claudio Quarta

Rose, e non rosè

Dopo metri e metri di filari, mi accolgono luci soffuse e patii intrecciati di bouganville in fiore, saluto chi c’è, cerco di riconoscere altri volti familiari e di farmi riconoscere a mia volta, che ormai sono una “forestiera”. Tutti mangiano taralli, puccia con le olive e la cipolla, altre olive nostrane, ma soprattutto bevono un vino rosato, cosa che trovo del tutto inaspettata.

Gli stereotipi sul rosato sono molteplici, e non nego di esserne vittima: lo bevi se non ti intendi di vino, se sei una donna (per carità!), è quella via di mezzo quasi neutrale che non piace a nessuno, o ti prendi un rosso, o ti prendi un bianco, se hai il coraggio.

Mi convinco a farmi riempire il calice, che ben presto fa condensa e rende opaco il rosa antico intenso di questo Rose che, mi spiegano, si pronuncia alla francese. Ai tempi non ero ancora stata a Marsiglia a spalmare il pane di aioli da mandare giù con la carezza di un rosato francese. Così, Rose mi conquistò come un film da premio Oscar di cui non avevi neppure letto la trama, o un libro di cui ti hanno parlato malissimo, ma a te è piaciuto da morire.

rose Claudio Quarta Tenute Emera

Come nasce il Rose di Claudio Quarta?

Proprio come in un capolavoro di Hollywood, facciamo un passo avanti, mescoliamo il tempo con flashback e deja vu.

Sono tornata alle Tenute Emera dopo molti anni meno di un mese fa, questa volta in veste istituzionale, per una visita con degustazione che mi ha svelato i retroscena di quella bottiglia che non è mai più mancata nella mia cantinetta domestica lontana dalla Puglia.

Di vino ne è passato sotto i miei ponti, ma il Rose di Claudio Quarta mi è rimasto dentro.

In giro con Alessia, amica di infanzia e responsabile del punto vendita di Tenute Emera, ho scoperto che il Rose segue il processo di vinificazione del bianco: il mosto resta a contatto con le bucce solo per pochi minuti, solo per dargli quel colore straordinario. Viene prodotto da uve Negroamaro 100%, coltivate proprio lì, alle Tenute Emera, in un terreno ricco di silice, argilla e sabbia, poggiato su una piattaforma calcarea da stratificazione di conchiglie e sedimenti marini.

Una cosa che ancora non ho scoperto, invece, è come faccia a mettere tutte queste componenti in ogni singolo sorso, perché si sentono, e raccontano la mia storia, le mie radici.

Join the wine democracy

Tornando a quella sera d’estate, c’è un altro dettaglio che non mi ha abbandonata nonostante abbia perso il conto dei bicchieri di Rose, e fu la maglietta indossata dallo staff, che riportava la scritta “Join the wine democracy”. Era il 2015, gli anni in cui vivevo ancora ad Istanbul e quella dicitura mi fece sorridere. Pensai alla fatica che facevo a reperire del buon vino in un Paese che non ha grande cultura in merito, e anche alle scelte autocratiche che non agevolavano il consumo di alcol. Ma no, non era un invito ad ubriacarsi bene.

“Join the wine democracy” è lo slogan che promuove Qu.Ale, il primo vino democratico. Da un’idea di Alessandra Quarta, figlia di Claudio, che con lui porta avanti le tre cantine sotto il loro nome, nasce un rosso da tavola che ha un prezzo accessibile a tutti, ma resta di qualità. Viene imbottigliato in bottiglie di vetro riciclato e il 5% del ricavato su ogni bottiglia venduta viene devoluto in beneficienza.

Vini dell’anima

Claudio Quarta dice di avere un unico obiettivo: produrre vini capaci di raccontare “il sud che emoziona”. Produrre “vini dell’anima”. E credo sia riuscito nel suo intento, perché i suoi vini parlano di una storia personale tanto quanto collettiva.

Il mio prossimo obiettivo, invece, è partecipare alla festa de “Lu capucanali” che celebra la fine dell’estate e l’inizio della vendemmia, ormai sempre più precoce viste le temperature roventi. Quelle che solo un bel bicchiere di Rose potrà placare, se quest’estate vi porta a casa “nostra”, tra la marina di Lizzano e Pulsano, in provincia di Taranto.

punto vendita Tenute Emera

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Eleonora Masi
Social Media Manager, #poliedrica
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