polpette al sugo

Le polpette al sugo della strega

#straripanti

Chi è la strega? Ovviamente è lei, è la forma affettiva con cui chiamo mia suocera. C’è chi dice che più la insulti, più le vuoi bene. Nel mio caso è proprio così. 
Ricetta brevettata da Giuseppina, non sono consentite modifiche di alcun tipo, assolutamente vietata ogni forma light: questo è un piatto tosto, di quelli che i nutrizionisti non consigliano, ma di quelli che le tue papille gustative pretendono.

Eccome se le pretendono, soprattutto dopo che le provi per la prima volta.

Meglio lavarsi le mani e togliersi le unghie finte prima di mettere le mani in pasta. Mia suocera, la strega, lo fa con una rapidità supersonica, perché a lei non piace cucinare, quindi se ci impiega meno tempo, avrà più tempo per giocare a burraco. Invece io preferisco impastarle con calma. Mia suocera ha una caratteristica unica, opposta alle mie tesi, perché riesce a realizzare pietanze ottime senza metterci la passione: è l’eccezione che conferma la regola, quella secondo la quale ci vuole amore per preparare grandi piatti. Pancia mia fatti capanna, la strega non parte mai da meno di un chilo di macinato che insieme al resto degli ingredienti fa un chilo e mezzo di roba. Roba buona!

Le palline fatte in tutta fretta le frigge solo ed esclusivamente nell’olio d’oliva del marito, il resto è veleno. Una volta fritte non le asciuga con la carta assorbente, le lascia unte e bisunte per poi buttarle senza delicatezza alcuna nella pentola stracolma di salsa, salsa che, ovviamente, deve essere nostrana e non comprata, perché il resto è veleno. Nulla osta, però, al raffreddare un po’ il tutto prima di passare all’azione e accogliere l’umami in tutta la sua potenza. Anzi, l’umamissimo. Il quinto gusto, la quintessenza di queste polpette che ti portano sulla luna. 

Un sapore potente, straripante.
Un retrogusto invadente, memorabile.

E poi arriva la scarpetta più goduriosa della storia, quella che ti sporchi tutto, che ti prepari lo scottex che non abbiamo usato per asciugare l’olio in eccesso. Il ricordo è il desiderio di rimangiarle subito, fortunatamente per me accadrà presto, altrimenti sarebbe un problema. 

(Grazie Giuseppina, le tue polpette al sugo sono uno dei piatti più buoni che io abbia mai mangiato!)

polpette al sugo

RICETTA DELLE POLPETTE AL SUGO DELLA STREGA

INGREDIENTI (per 3 porzioni secondo la strega, per un reggimento secondo i comuni mortali)

  • 1 kg di macinato misto di maiale e vitello
  • 300 gr di pangrattato
  • 1 uovo
  • 1 pugno di caciocavallo grattugiato
  • acqua, sale e pepe nero q.b.
  • mezza cipolla
  • mezzo litro di salsa di pomodoro

PROCEDIMENTO

Metti in una ciotola 300gr di pangrattato con un po’ d’acqua e lascialo ammorbidire. Poi aggiungi il macinato misto, il pugno di caciocavallo, l’uovo e una cascata di sale e pepe nero. Mescola il tutto e comincia ad appallottolare la carne (con calma o con fretta, con più o meno amore) magari riponendole su un piatto piano. Una volta ultimata la preparazione delle palline, friggile nel migliore olio d’oliva di cui disponi e quando sono fritte NON ASCIUGARLE PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO! Nel frattempo avrai tagliato la cipolla a piccoli tocchetti, lasciala dorare in un filo d’olio appena e versaci la salsa di pomodoro, anche quella possibilmente di produzione piuttosto casalinga e non commerciale. Aggiungi un pizzico di sale e di zucchero al sugo per stemperare l’acidità del pomodoro e tuffaci dentro le polpette lasciando sobbollire il tutto per una decina di minuti. Mangia la tua porzione con gusto e gratitudine, fino a fare la scarpetta e sporcarti il muso come fossi un bambino.

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Pier Paolo Vecchi

Fondatore e autore,
#curioso

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2 commenti

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  1. La ricetta di queste polpette è goduriosa e allettante. Viene subito voglia di provar a realizzarla per sentirne il profumo e sorridere al pensiero del tuo racconto, perchè secondo me, delle polpette così strampalate non si preparano senza passione 😍🔝👍

  2. Mi avete fatto voglia di fare le polpette! Se posso aggiungere un aggettivo per questo vostro articolo: evocativo. Complimenti!