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3 cantine in Val D’Orcia: un rosso contro la calura

#ardenti

I miei interessi sono vari, ma tre prevalgono su tutti (e ho la fortuna di condividerli con Eleonora che mi ha portata qui su Aftertaste): il cibo, il vino e i viaggi. In quell’anno anomalo che è stato il 2020, ci siamo ritrovate, come mai prima di allora, ad avere qualche giorno libero a fine Agosto e abbiamo scelto di andare a fare un tour per le cantine della Val D’Orcia.

1. Pit stop in Maremma: Fattoria Le Pupille

Ora, agosto non è il mese più tattico per spostarsi e neppure quello prediletto per le assolate colline toscane, dove le temperature ci hanno messe a dura prova sognando spesso un Polase al posto del vino rosso. Eppure non ci siamo scoraggiate, lasciandoci guidare da due punti fermi a caccia di ristoro: la frescura delle cantine e le terme libere, altrettanto famose in quella zona.

La prima tappa del nostro tour per le cantine della Val d’Orcia è stata una cantina scoperta per caso, come nelle migliori avventure: ci siamo fatte guidare dall’istinto e dai cartelli stradali e siamo finite alla Fattoria Le Pupille in provincia di Grosseto, in Maremma, appena prima della Val d’Orcia.

Abbiamo suonato il campanello poco dopo pranzo, in pieno orario sonnellino, ma siamo state accolte con gioia per un tour di questa cantina che produce soprattutto Morellino di Scansano. La fattoria Le Pupille è il frutto della visione lungimirante di Elisabetta Geppetti che già negli anni ‘80 aveva capito il potenziale dell’azienda e con tenacia ha lavorato per renderla un’impresa di qualità che rispecchia il suo amore per la terra. 

Con questa cantina abbiamo inaugurato il nostro shopping enologico acquistando le prime tre bottiglie a testa che abbiamo cercato di difendere dal caldo afoso per tutta la durata del viaggio: Morellino di Scansano, Morellino riserva e Rosamati.

Dopo una breve quanto obbligata sosta alle terme di Saturnia, il nostro viaggio è proseguito verso la vera e propria meta: la provincia di Siena.

cantine Val d'Orcia Fattoria Le Pupille

2. Montepulciano: cantina Gattavecchi

Dico Toscana e ovviamente non si può non pensare a Montepulciano e Montalcino, due zone in cui vengono prodotti gli omonimi vini Montepulciano e Brunello di Montalcino.

La prima tappa è stata Montepulciano. Tra i vicoli del paese ci si imbatte in un numero di cantine impressionante, forse la più alta concentrazione di cantine in Italia! Una delle caratteristiche di questo borgo medievale è proprio il fatto che le cantine non sorgano in mezzo ai campi, ma all’interno del centro abitato. Tra l’ampia offerta, abbiamo deciso di visitare la cantina Gattavecchi. Se avrete l’occasione di visitare queste zone in estate, capirete perché la calura non può sconfiggervi nel freddo rigenerante dove riposano le botti!

Ma la cantina in cui abbiamo fatto l’esperienza più memorabile e per la location, e per l’importanza storica della cantina stessa, è stata la cantina Padelletti, a Montalcino.

Cantina Gattavecchi Val d'Orcia Montepulciano

3. Montalcino: cantina Padelletti

Al contrario di Montepulciano, questa cantina è l’unica che si trova nel borgo di Montalcino. In questa storica etichetta, avevamo scelto già con largo anticipo di fare una degustazione per cui avevamo già prenotato. Il percorso in cantina, nonché l’accostamento di salumi e formaggi alle diverse annate di Brunello, nella penombra dei sotterranei, seduti intorno a vecchi tavoloni di legno ci ha davvero trasmesso la storicità del posto.

Venivamo poi da mesi di totale isolamento, e tornare a condividere impressioni e sapori con persone appena conosciute è stato senza dubbio un valore aggiunto all’esperienza.

Abbiamo imparato che il Brunello è importante non solo nella struttura del vino, ma anche per la severa accuratezza con cui vengono selezionate le zone di coltivazione delle viti che lo rendono un DOCG. Insomma, il brunello non è un vino da bere con leggerezza, ed è proprio per questo che abbiamo deciso di acquistare una delle bottiglie più pregiate. Un investimento a lungo termine che invecchierà nella nostra cantina di casa per stapparlo in chissà quale occasione speciale! Magari non ne avremo il coraggio e lasceremo questo vino così solenne ai nostri eredi!

cantina Padelletti Val D'Orcia Brunello di Montalcino

Bonus track: il birrificio San Quirico

Tra tutte queste cantine in Val D’Orcia e tutto questo vino rigorosamente rosso, non possiamo non citare un fuori concorso che ci ha conquistate sulla strada tra Pienza e Montalcino: la birra artigianale del birrificio San Quirico!

Ma come, luppolo nella terra dell’uva? Ebbene sì, soprattutto la loro bionda Iris disseta come nient’altro e il suo colore giallo vivo è proprio quello delle colline circostanti. La mia foto profilo qui sul blog mi vede proprio a godere di un bel bicchiere di questa birra!

Inoltre, il birrificio San Quirico è il posto perfetto per un souvenir originale, ovvero, le gelatine di birra, sia al naturale che aromatizzate. Molto più inaspettato di una bottiglia, no?

Perciò, se passate da lì, dovete farci un pensierino!

Birrificio San Quirico Val d'Orcia

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Maria Biagi
Articoli: 3

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